Domani non accoglierò “l’invito” di CAS per farmi dire da loro quello che vogliono, sull’argomento che vogliono, dove vogliono.
Lascio il piacere ai colleghi e a tutti coloro che vorranno munirsi di un bell’elmetto per farsi scorazzare da una parte all’altra dello stabilimento, per farsi dire che tutto va bene e che tutto è perfetto.
Non parteciperò a questo allegro happening perché intendo impiegare in maniera più produttiva e soprattutto concreta il mio tempo.
Ad esempio, ad approfondire i diversi aspetti inquietanti che stanno emergendo in queste ore dai documenti e dalle numerose testimonianze che necessitano naturalmente della dovuta verifica e controllo.
Avendo già avuto modo di portarmi avanti sull’argomento, allo scopo di aiutare eventualmente chi non si limiti a farsi dire dai diretti interessati ( controllati e controllori ) che tutto va bene, anzi benissimo, elenco qui di seguito una serie di primi quesiti molto semplici a cui, per molta parte di essi, è sufficiente rispondere con un si o con un no.
I quesiti riguardano non solo la CAS ma anche e soprattutto altri soggetti che, nelle loro rispettive prerogative e doveri, sono chiamati ad esercitare un doveroso controllo nell’esercizio delle loro funzioni e che devono a parer mio fornire le risposte nelle sedi opportune ( consiglio regionale ), non certo presso la CAS!
Questo è il principale motivo per il quale non ritengo nè corretto nè pertinente partecipare a questo incontro convocato in maniera improvvida allo scopo di dissipare i “fumi” che, invece, si addensano in maniera sempre più fitta, anche sotto altre vesti.
10 semplici domande a chi di dovere
1. È vero che esiste una raccomandazione risalente al 2007 da parte della commissione di verifica per l’autorizzazione alla legge 334 per l’installazione dei rilevatori in continuo di radioattività nei fumi di Acciaieria e che non è mai stato installato?
2. È
vero che manca il CPI (Certificato
prevenzione incendi) e che l’istruttoria per il necessario rilascio è in corso
da oltre 6 anni presso il CTR ( Comitato tecnico regionale)?
Nell’ispezione eseguita dal Ministero dell’Ambiente avvenuta nel 2008 ai sensi della Legge 334 sono state proposte 48 raccomandazioni e 12 prescrizioni. Come sono state recepite dal CTR e quante sono state attuate da CAS?
4. È vero che CAS preleva l’acqua da falda tramite pozzi propri senza pagare nessun corrispettivo al legittimo proprietario, cioè la Regione? Se si, perché?
5. Visto che il terreno sottostante l’area CAS è contaminato da anni da CrVI e fluoruri quali sono state le precauzioni che CAS e VdA Structure hanno adottato per evitare che le acque industriali si disperdano nel terreno, dilavandolo, raggiungendo pertanto la falda acquifera sottostante?
6. Dati i costi ed i relativi tempi contenuti di realizzazione ( poche migliaia di euro e una settimana di lavoro ) perchè il pozzo piezometrico MW3, attiguo all’impianto della colata continua, utilizzato sino al 2008 e che ha rilevato secondo dati ARPA concentrazioni altissime in crescita di cromo esavalente, non è stato finora ripristinato da VdA Structure a seguito della dichiarazione di danneggiamento comunicato da ARPA?
8. Dato che l’installazione dei rilevatori in continuo ( da posizionare sui camini ) delle portate delle aspirazioni e della qualità dei fumi emessi potrebbe essere svolta in poco più di due mesi, perché nel tavolo di lavoro ARPA – CAS del 29.10.2010 ( guarda caso dopo la mia interrogazione presentata agli uffici il 22.10.2010 ) si ipotizza, sempre sull’ennesima proposta di CAS , accettata per l’ennesima volta da ARPA, l’installazione di tali apparecchiature con scadenza 31.12.2011?
9. E’ vero che il valore di aspirazione dell’impianto secondario pari a 840.000 mc/h discende da un limite impiantistico legato alla dimensione dell’esistente condotto di aspirazione e non ad uno studio strutturale legato all’eliminazione delle emissioni diffuse?
10. Ammesso che gli impianti di aspirazione siano correttamente dimensionati come sostengono ARPA e CAS, perché non si chiudono le aperture presenti sul tetto dell’acciaieria ( peraltro non codificate come punti di emissione soggetti a controllo ) in modo da evitare le evidenti fuoriuscite di fumo visibili da tutta la piana di Aosta?
13. È vero che CAS ha creato 6 società di servizi ad esclusivo utilizzo interno, con evidente intermediazione di manodopera, di presenza operativa all’interno dell’azienda ( indirizzi mails, numeri telefonici ) e con sede tutte a Milano in Corso Garibaldi c/o Studio Commercialista di Fiducia della Proprietà?