Tralascio il commento prettamente numerico, infarcito di
percentuali, raffronti e dati, già svolto in questi giorni da innumerevoli
commentatori e colleghi.
Aldilà del risultato complessivo della lista del Pdl - da cui francamente mi
aspettavo qualcosa di più in termini di consensi complessivi per i quali è
necessario pensare a qualcosa di nuovo e diverso - l'elemento che più
importa è il conseguimento di un obiettivo fortemente voluto, preparato ed
organizzato da tempo, determinato dall'entrata del centrodestra nel governo
cittadino.
Congratulazioni ed auguri di buon lavoro ai tre nuovi consiglieri del PdL
Andrea Paron, Luca Mantione ed Ettore Vierin che sono certo faranno valere la
loro capacità e preparazione nel nuovo ruolo a cui saranno rispettivamente
chiamati ad operare.
Dopo l'apparentamento avvenuto lo scorso anno in occasione delle elezioni
europee che di fatto ha rotto il ghiaccio dell'immobilismo politico ritenuto
fino ad allora immodificabile, la riproposizione di un'alleanza più marcata e
diretta tra le forze autonomiste di maggioranza regionale con il PdL e la Lega
ha superato l'esame più importante costituito dal gradimento degli elettori aostani.
La vittoria schiacciante della nostra coalizione ha sgombrato il campo dai
dubbi delle Cassandre ideologiche o più biecamente interessate per posizioni
personali votate all'opposizione a prescindere ed ha posto le premesse
per un effettivo cambiamento della politica in Valle d'Aosta.
Dal voto di Aosta, infatti, inizia un nuovo cammino che è destinato a
produrre nel prossimo futuro nuovi e salutari effetti in tutta la nostra
regione.
Di fronte alla nuova legislatura che si apre nel capoluogo regionale con la
presenza di esponenti del PdL nella Giunta cittadina che, come è noto, si è
presentata al giudizio degli elettori con un programma imperniato sulla
realizzazione di grandi opere che necessitano di un raccordo anche con il
governo nazionale, mi riesce difficile pensare ad uno scollegamento politico
tra Piazza Chanoux e Piazza Deffeyes.
Dal momento che mancano tre anni alla fine della legislatura regionale e che
sarà importante dialogare negli interessi dei valdostani non solo per il
conseguimento degli obiettivi cittadini ma anche e soprattutto in vista delle
importanti riforme istituzionali in corso di discussione ed approvazione
a Roma, sarebbe per parte nostra impensabile rimanere sine die in un limbo
politico regionale nell'ambito di un ruolo di opposizione dal quale - per il
vero - ci siamo allontanati già da diversi mesi.
Per questi motivi, non appena esauriti i doverosi adempimenti necessari alla
formazione della giunta cittadina - a cui il PdL si adopererà con senso di
responsabilità improntata alla consapevolezza del proprio risultato unita ad un
senso di prospettiva politica futura - riteniamo maturi i tempi per poter
verificare serenamente con i nostri nuovi alleati cittadini le condizioni per
analizzare le prospettive di un dialogo più ampio, in ottica di una maggioranza
regionale.
Non è una questione di posti o di poltrone bensì di condivisione di obiettivi e
strategie per la Valle d'Aosta del futuro!
Questa circostanza rappresenta per noi la naturale e coerente conclusione
politica di un percorso consacrato dagli elettori, aldilà dei detrattori
ed oppositori interni presenti un po' in ogni raggruppamento politico.