Nei numerosi anni
di vacche grasse passati, quelli per intenderci della Valle d'Aosta da "
socialismo reale" costruito essenzialmente negli anni 90, abbiamo sempre
evidenziato come fosse espressione di irresponsabilità e assoluta mancanza di
lungimiranza politica la costruzione ed il mantenimento di un unico motore
economico costituito dalla Regione e dalle svariate società ad essa collegate.
Certo, disponendo di un portafoglio pubblico pieno, quasi illimitato, mantenere il potere in questo modo senza porsi
troppi problemi era "plus facile"! E allora, giù assunzioni a
raffica, avanti con la costruzione di una miriade di società satelliti, sotto con
le consulenze d'oro. Parafrasando un famoso film di Oliver Stone su Wall
Street, in Valle d'Aosta il denaro più che non dormire, non mancava mai!
Invece, le ultime manovre finanziarie succedutesi in un breve lasso di tempo a
causa della recessione economica mondiale tuttora perdurante ha inesorabilmente
presentato il conto anche a noi, cosi come avevamo paventato e cosi come era
prima o poi logico attendersi. Nel giro di un anno solare il bilancio della
nostra Regione e' stato tagliato di oltre 300 milioni di euro, anche se, di
contro, abbiamo ottenuto grazie al governo di centro destra (non certamente questo
dei professori) il riconoscimento dell'intero gettito fiscale (10 decimi) nell'ambito
del nuovo ordinamento finanziario ottenuto alla fine del 2010. Il 2012 appena
iniziato si profila pertanto come un anno particolarmente difficile dal punto
di vista amministrativo per fare quadrare i conti di fronte alla dimensione di
questi tagli. E' di tutta evidenza che anche in Valle d'Aosta dovremo compiere
delle scelte non facili, forse impopolari, rese necessarie qui come nel resto
della Nazione dalla difficile congiuntura economica che stiamo vivendo e che
dobbiamo affrontare. La nostra, per il vero, e' comunque una situazione che tutto
sommato ci permette ancora di salvaguardare i servizi essenziali a tutela dei
nostri concittadini, in un contesto di sufficiente sicurezza. Ma, aldilà dei
tagli che sarà necessario porre in essere in risposta alle manovre del governo,
e' indispensabile agire immediatamente
sulla programmazione dello sviluppo economico della nostra regione, a lungo e
finora lasciato ai margini dell'agenda politica. Di fronte alle cospicue
decurtazioni di bilancio avvenute e che dovranno essere riposizionate
nell'immediato, noi abbiamo la grande peculiarità di poter disporre appunto
dell'intero gettito fiscale prodotto sul nostro territorio. Situazione che le
altre regioni limitrofe a statuto ordinario non hanno la fortuna di possedere. E'
pertanto imperativo l'obbligo di concentrare o quanto meno privilegiare dal
punto di vista politico tutte le risorse possibili residuate dai tagli ineludibili
da operarsi su costi attualmente inutili, destinandole verso il rilancio
economico della nostra regione, con priorità di attenzione al turismo e ai
trasporti che sono in gran parte ad esso connessi. Il PdL della Valle d'Aosta,
entrato da poco meno di un anno in maggioranza regionale e consapevole del
proprio ruolo propulsivo, più che alla spasmodica ed univoca attenzione all'occupazione
di posti pubblici o di sottogoverno ( leitmotiv purtroppo ancora di qualcuno),
e' impegnato e si impegna in tal senso per vagliare, promuovere e costruire
diverse opportunità di nuovi insediamenti produttivi di beni e servizi, rigorosamente
privati, forieri di occupazione e di conseguente gettito erariale sul nostro territorio.