Oggi ho voluto fotografare lo splendido panorama dalle finestre del mio ufficio dalle quali ho la possibilità di vedere le evoluzioni quotidiane dei lavori interminabili in Piazza San Francesco, a venti metri da Piazza Chanoux.
I lavori sono interminabili semplicemente perché nessuno da settimane, anzi mesi, ci lavora!
E non si tiri in ballo la solita Sovrintendenza, gli appalti, insomma le solite scuse.
In questo caso, c'è solo e soltanto incuria, alla faccia dell'efficienza e della vocazione turistica.
Questa situazione emblematica, reiterata ed oggettivamente visibile in più parti della città, ha contraddistinto l’azione di governo cittadino degli ultimi vent’anni.
Lavori pubblici perenni disseminati a macchia di leopardo eseguiti con lentezze oltre il limite della sopportazione.
Nessuna opera di rilievo da tramandare ai posteri, nessuna politica di seria programmazione per l’Aosta del futuro.
Rotonde, rotonde ed ancora rotonde oltre ad un’opera, quella dell’area megalitica, che fa rabbrividire solo al guardarla mentre lentamente, così come le altre, si erge con la sua mastodontica ed impattante struttura.
Non se ne abbia a male il Sindaco Grimod. Non si offenda e non vada a lamentarsi, come al solito, a destra e a manca ( per la verità più a manca ) che il PdL è cattivo ed inaffidabile e che sarebbe meglio continuare a governare la città attraverso l’antica e solida alleanza con gli ex comunisti, quella del Ponte sul Buthier e della viabilità, per intenderci. Sarà meglio forse per lui e per coloro che con lui hanno condiviso responsabilità ed onori ma non certo per i cittadini.
Qui non c’entrano i partiti e concezioni ideali ma solo le strumentalizzazioni ad uso personale che si vogliono far trapelare per seminare zizzania e per fare in modo che tutto rimanga com’è per continuare un’ordinaria quanto grigia amministrazione.
Qui si tratta solo di uomini che, di fronte a delle responsabilità di governo ultra decennali, succubi della burocrazia che loro stessi hanno rafforzato, non hanno saputo interpretare i tempi moderni per programmare l’Aosta del futuro e che per questo, a mio parere, hanno fallito.