Chissà quanti turisti diretti verso Courmayeur o la Francia, transitando all'ora di pranzo sulla statale 26 nei pressi di Morgex, avranno rallentato la macchina vedendo un'insegna gialla con su scritto “Bar-Restaurant”, salvo scoprire immediatamente dopo che il locale non solo era chiuso, ma completamente abbandonato. I turisti non lo sanno, ma la storia di questo immobile è molto interessante e rappresenta un fulgido esempio di mala gestio del patrimonio pubblico alla valdostana.
Per molti anni, infatti, il complesso in questione è stato un attivo Bar-Ristorante di proprietà della società VAJEVA, i cui intestatari risultavano essere Albino Vallet, Adriano Vallet e Elio Jacquemod. All'inizio degli anni 2000 i soci del locale, per motivi a noi sconosciuti, decidono di interrompere l'attività e mettere in vendita l'immobile.
Si fanno così avanti i ristoratori della zona, le cui offerte però non avrebbero mai potuto essere superiori al compratore numero uno della Valle d'Aosta: la Regione. La Giunta regionale di Dino Viérin, infatti, a partire dal 2001/2002, aveva puntato gli occhi su quell’immobile con l’idea di farlo diventare un punto di riferimento per un'area naturalistica denominata Marais (in Fraz. Marais a Morgex, al confine con La Salle).
I progetti per la riqualificazione di tale area naturalistica, compreso l’immobile, risalgono però a due anni dopo (2004), fatto che esemplifica una pessima prassi dell’amministrazione valdostana: intanto si acquistano terreni e immobili, si commissionano consulenze e studi, e soltanto in seguito si decide cosa farne e se utilizzarle.
Nel maggio del 2003, infatti, venne conclusa la compravendita dalla Giunta di Roberto Louvin e Franco Vallet sulla cifra di 800 mila euro (1 miliardo e 600 milioni di lire), presi dalle tasche dei cittadini e messi in quelle dei proprietari della VAJEVA. Ma è solo a partire dal 2004 che l'amministrazione regionale inizia a stanziare ingenti risorse per la sistemazione di tutta l'area del Marais, incaricando moltissimi esperti, tra cui l'ing. P. Louvin, l'arch. M. Vaudetti, il dott. I.Cerise, la dott.ssa I. Grimod, per la progettazione e la realizzazione dei lavori.
La cifra impegnata si aggira attorno agli 8 milioni di euro e doveva servire per realizzare tutta una serie di lavori, tra cui la creazione di un laboratorio di biologia e un museo, ma non la sistemazione del vecchio Bar-Ristorante.
Infatti, mentre si susseguono i lavori nell’area, l'immobile viene abbandonato a se stesso e alle sterpaglie dei prati che lo circondano per gli anni successivi. Come mai? Solo pochi giorni fa la risposta al quesito, che diventa sostanzialmente il triste epilogo del tutto imprevisto della vicenda, che non si sa se paragonare ad una commedia o ad una tragedia: l'Assessore Isabellon, dopo aver precisato numerose questioni di lana caprina, rispondendo ad una chiara domanda sugli intendimenti della Giunta per il futuro dell'immobile, ha dichiarato che la Regione intende venderlo, ad appena 6 anni esatti dall'acquisto, poiché le strutture incaricate lo ritengono inutile ai fini della sistemazione dell'area naturalistica.
Eppure solo nel 2003 l'acquisto veniva motivato per l'importanza strategica che rivestiva sul futuro della zona. Il danno erariale è palese. Il dramma è che si fa strada la sensazione che il caso dell’immobile del Marais, acquistato, inutilizzato e poi messo in vendita, non sia isolato, ma in ottima compagnia. Una compagnia (di immobili s’intende) su cui sarà necessario fare chiarezza e investigare.