Nell'ultima seduta del consiglio regionale prima della pausa
estiva verrà portata in consiglio regionale la relazione già approvata in IV
Commissione con la quale si porrà una pietra tombale sulla sciagurata
esperienza del famoso trenino tra Acque Fredde e Cogne.
Dopo le verifiche e gli
studi affidati a professionisti del settore che hanno esaminato sotto il
profilo tecnico - giuridico l'incredibile odissea di un'opera incompiuta che ha
ingoiato un fiume di denaro pubblico ( oltre 30 milioni di euro ) si è giunti
alla conclusione che il progetto pensato ed iniziato negli anni 80 non può in
nessun modo essere riconvertito, su quel tracciato, per il trasporto pubblico
di passeggeri tramite ferrovia. Unica soluzione alternativa plausibile: una strada,
il cui costo stimato per la realizzazione ( 180 milioni di euro ) è
improponibile. Dal progetto iniziale ed esecutivo, alla esecuzione delle opere,
alla scelta del materiale rotabile e del tracciato con annessi i raggi di
curvatura, ai locomotori a batterie insufficienti per fare neanche un'andata e
ritorno, non ne è stata azzeccata una! La Corte dei Conti se ne sta giustamente
occupando e vedremo se su questa vicenda finirà come spesso succede a
tarallucci e vino.
Ma a parte il passato, a noi interessa il futuro. Fin dal
primo mese di insediamento del consiglio regionale di questa legislatura, il
PdL ha posto con forza il problema di dare comunque una risposta alle
aspettative generate da un'opera mai giunta al termine per palesi incompetenze,
non solo tecniche. Aldilà del doveroso senso di responsabilità nei confronti di
tanti operatori economici ( soprattutto di Cogne ) che hanno creduto ed
investito tantissimo, ritengo che il progetto di collegamento tra i due
comprensori non possa essere archiviato ma che, anzi, debba essere riproposto
con forza. A ben guardare, infatti, non si tratta di unire solo due località,
meritevoli del resto già di per se stesse di una tale circostanza. Si tratta di
dare vita ad un progetto di più ampio respiro che coinvolga necessariamente la
città capoluogo di regione che deve assumere quel ruolo di capitale
dell'autonomia anche e soprattutto attraverso il proprio rilancio sul piano
turistico ed attrattivo. Noi non ci rendiamo conto di vivere in una città
unica, con enormi potenzialità solo parzialmente sfruttate. Per passare dalla
vocazione all'azione occorre migliorare l'offerta da sottoporre ai numerosi
potenziali turisti e visitatori che, ora, non hanno francamente motivo di
scegliere la nostre proposte, oggettivamente soccombenti rispetto alla
concorrenza. Dove esiste in Italia un capoluogo di regione che, oltre alla
presenza di reperti archeologici e culturali di altissimo livello, possa
permettere di indossare sci e racchette in diciotto minuti? In Austria, esiste
una realtà del genere e si chiama Innsbruck. Chi ha avuto l'occasione di
visitarla sa che dalla piazza centrale, come potrebbe essere la nostra Piazza
Chanoux o Piazza della Repubblica, si accede direttamente ad un impianto a fune
( in parte esterno ed in parte sotterraneo ) che da lì parte e, dopo aver
attraversato il fiume Inn, porta sulla
Nordkette conducendo quindi i passeggeri in soli 25 minuti dal centro storico
di Innsbruck fino all’Hafelekar, ad un’altezza di 2.300 metri. Un'opera ideata e progettata dal famoso
architetto di origine irachena Zaha Hadid ( 2004- 2005 ) e realizzata in soli
due anni ( inaugurazione 2007 ).
Collegare i rispettivi centri di Aosta - Pila
- Cogne con i diversi impianti a fune oggi tecnicamente esistenti non è quindi un
sogno irrealizzabile. Per questi motivi, il PdL si adopererà insieme alle forze
politiche che crederanno tale obiettivo come strategico per l'effettivo
rilancio del ruolo turistico della nostra regione, affinchè siano espletati
tutti gli sforzi necessari per giungere in tempi rapidissimi alla proposizione
di soluzioni tecniche finalizzate alla successiva ed immediata realizzazione
del completamento del collegamento dell'intero comprensorio mediante soluzioni
di impianti a fune di superficie e sotterranei di cui esistono plurime
applicazioni nel mondo e, soprattutto, nei principali comprensori alpini.
Aosta come Innsbruck, insomma! Perchè no?