Luciano Caveri sostiene, dalle colonne del suo blog, che avremmo commesso una “evidente gaffe nel rivolgerci a Gianfranco Fini considerandolo un esponente politico od addirittura governativo e non come Presidente della Camera”.
Nessuna gaffe, caro Luciano, il nostro è stato un intervento ponderato e voluto, oltre che sofferto, che trae le proprie origini da fatti oggettivi, inconfutabili.
Gianfranco Fini, il giorno prima di venire ad Aosta è stato in Sicilia ove, tra diversi impegni, è stato in una nascente sezione di FLI per descrivere temi politici e programmi organizzativi del nuovo partito che, seppure ancora in fase embrionale, si impernia indubitabilmente sulla sua figura e sulla sua leadership politica.
A mio parere, non si può andare in giro per l’Italia un giorno in una veste politica e partitica e il giorno successivo venire a pontificare in qualità di Presidente della Camera.
Non è normale, non è coerente, non è politicamente corretto!
E’ legittimo che Fini abbia cambiato opinione sulla sua decisione di sciogliere AN per poi, dopo solo un anno, dire che abbiamo sbagliato ( anzi, ha sbagliato perché ha deciso da solo una cosa come l’altra).
In tal caso, però, si assumono dei comportamenti coerenti, conseguenti a delle proprie scelte.
Comportamenti che, come ho già avuto modo di scrivere, dovrebbero essere ancor più logici ed attesi in considerazione del fatto che il ruolo da lui assunto a terza carica dello Stato è giunta su propria richiesta ed in virtù dei voti presi in tutta Italia in qualità di secondo candidato apicale, dopo Berlusconi, in una lista chiamata PdL.
Ecco i motivi per i quali ieri Massimo Lattanzi si è rivolto a nome del Gruppo che rappresenta, non senza sofferenza e disagio, ad una persona che per noi ( per me in particolare ) ha rappresentato un punto di riferimento, un modello, un esempio di cui andare fieri e per il quale e con il quale ci sono stati dei rapporti politici e non solo.
Potevamo rivolgerci al Presidente della Camera aggiungendoci anche noi all’elenco dei discorsi di alto profilo e ben confezionati che si perdono però nel nulla e nel vacuo.
Noi ieri abbiamo incontrato una persona su cui facevamo
affidamento per il futuro dell’Italia e della Valle d’Aosta, quest'ultimo, in virtù di diversi e precedenti colloqui con lui avvenuti.
Una persona che abbiamo sostenuto ed a cui abbiamo creduto e che adesso ci dispiace trovi solo consensi interessati da parte di chi non solo non lo voterebbe mai ( vero Luciano? ) ma da chi soprattutto intende, suo tramite, solo distruggere il governo di centro destra e del leader che, pro tempore, lo rappresenta.
Noi abbiamo voluto rappresentare il disagio del suo popolo, dei suoi elettori, della gente che, come noi, non lo capisce più.
E, con tanta amarezza, senza ipocrisia, gliel’abbiamo voluto dire.