La nostra amministrazione si è caratterizzata negli ultimi anni per l’allegria con cui sono stati affrontati numerosi investimenti di importi rilevanti senza calcolarne attentamente e soprattutto preventivamente i reali ritorni economici. Tra i tanti, si possono fare molteplici esempi di mala gaestio: il trenino di Cogne ( tuttora ineseguito ), il Grand Hotel Billia, al cui importo di acquisto di 58,5 milioni di euro vanno sommati circa 10 milioni di perdita di esercizio in due anni, il Forte di Bard, la cui ristrutturazione ha impegnato diverse decine di milioni di euro ma che adesso stenta fortemente a decollare.
Proprio quest’ultimo argomento è stato oggetto di una recente interrogazione in consiglio regionale: le costosissime cucine del Forte di Bard. Finbard, la società pubblica che si è occupata della ristrutturazione del forte e della costruzione di boutiques, negozi e quant’altro, negli anni passati ha ideato e fatto costruire un albergo e ben quattro cucine, al fine di attivare dei servizi di ristorazione per i clienti dell’albergo e per i visitatori. Tre cucine sono ubicate all’interno del forte, mentre la quarta è situata nel borgo. Le cucine sono costate complessivamente circa 350 mila euro e, a detta degli intenditori, si tratta di strutture fantastiche che farebbero invidia ai maestri della haute cuisine mondiale a tre stelle come Alain Ducasse a Montecarlo o Annie Feolde dell’Enoteca Pinchiorri a Firenze. Tali cucine hanno ottenuto il certificato di agibilità nel 2005 e, da allora, sono rimaste inutilizzate con i fuochi ed i fornelli desolatamente spenti. La Finbard, infatti, appena terminata la costruzione, aveva indetto delle gare europee per l’affidamento della gestione sia dell’albergo (10 camere e una suite), sia delle cucine.
Le gare sono però andate deserte a causa dell’elevata richiesta di locazione da parte dei gestori del Forte. Si è passati così a procedure negoziate, le quali però, nonostante un abbassamento del 25% del canone di locazione, non sono andate a buon fine. Attualmente è in funzione soltanto la caffetteria del Forte che, nonostante la disponibilità di una cucina perfettamente dotata, prepara panini e piatti freddi. Essa, infatti, è gestita direttamente dall’Associazione Forte di Bard, ente che si occupa della gestione e della organizzazione delle attività presso il Forte. Per quanto riguarda l’albergo, invece, si sta pensando di affidarlo in gestione alla scuola alberghiera, anche perché la continua ricerca di gestori in grado di prendere in mano tale struttura continua ad essere infruttuosa.
Per ammissione dello stesso Presidente Rollandin, il quale ha risposto in Consiglio alla interrogazione, si tratta di una vicenda piuttosto imbarazzante, non solo per come è stata gestita nel passato, ma anche per la difficoltà di trovare delle buone soluzioni per il futuro.
E’ evidente che l’errore sta a monte: sono state costruite quattro cucine senza sapere che tipo di attrazione avrebbe determinato il Forte. Il ragionamento di fondo sembra essere lo stesso che ha caratterizzato altri investimenti regionali: prima si sono fatti i lavori senza badare alle spese e poi, eventualmente e senza fretta, si è deciso cosa farne, molte volte senza risultato. Esattamente il contrario di quello che dovrebbe accadere.
Non è più pensabile procedere in questo modo! Le sfide che il nuovo secolo ci impone, insieme alla crisi economica in atto, devono determinare in tutte le amministrazioni una oculatezza sempre maggiore negli investimenti pubblici di qualunque natura.
Questi ultimi devono essere concepiti secondo dei criteri basati sulla preventiva minuziosa programmazione e sull’attenzione alla congruità della spesa volta a realizzare quelle attività che devono tornare a svolgere la loro funzione principale, cioè creare sviluppo, occupazione e ricchezza.
Su queste basi e su questi principi il Popolo delle Libertà intende dare il proprio contributo per il rilancio della Valle d’Aosta che, impigrita da un fiume di denaro considerato finora inesauribile, non può più permettersi il lusso di rimanere indolente ed addormentata su modelli e concezioni del passato recente e remoto.
Più che su questioni ideologiche appartenenti al secolo scorso a cui dobbiamo certamente guardare tutti con rispetto e con le rispettive dovute analisi critiche, noi intendiamo confrontarci con l’attuale maggioranza regionale sul terreno delle cose che intendiamo fare insieme per il rilancio della nostra regione nel prossimo futuro. E’ su queste basi che intendiamo fornire il nostro contributo di idee e di relazioni utili, in Patria come in Europa, alla crescita del nostro territorio e per il benessere di tutti i valdostani.