Mai come quest'anno si è parlato così tanto e così bene della Valle d'Aosta durante le recenti vacanze natalizie appena trascorse.
Praticamente ogni giorno tutti i principali telegiornali nazionali hanno evidenziato un boom di presenze nelle principali località sciistiche valdostane dando della nostra regione una ribalta come da tanto tempo non accadeva.
L'amministrazione regionale ha investito importanti risorse in un momento di particolare crisi economica mondiale con l'obiettivo di rilanciare l'offerta turistica dell'intera regione.
La trasmissione "L'anno che verrà ", condotta da Carlo Conti la sera dell'ultimo dell'anno e prima di una serie di diverse iniziative della RAI nel settore, ha registrato un ascolto di oltre dodici milioni di connazionali che hanno potuto ammirare e soprattutto conoscere diverse suggestive immagini dei nostri principali centri turistici.
Obiettivo principale: fare conoscere al mercato le nostre bellezze naturali veicolando la vocazione turistica della nostra regione insieme alla cultura dell'ospitalità dei valdostani.
In questo contesto il Presidente delle Guide di Alta Montagna della Valle d'Aosta che fa?
Il personaggio pensa bene di postare su Facebook all'inizio delle vacanze natalizie ( e non è il primo ) un pesantissimo commento sulla presenza di celebri persone frequentatrici di Courmayeur che hanno il neo ( ovviamente per lui ed i suoi degni commentatori ) di appartenere ad una parte politica evidentemente non gradita o di dirigere un noto quotidiano nazionale vicino alla medesima parte.
Sorvolo sulle volgari, violente e maleauguranti esternazioni degli amici del Signor
Azzalea che, da privati cittadini, possono postare su FB ed altrove quello
che meglio ritengono anche se è molto triste registrare tutta quella ostilità, questi
livori preconcetti, espressione di una cultura
illiberale irrispettosa del pensiero altrui e segno evidente di una mal sopita attitudine alla lotta di classe.
Quello che mi indigna è però l'esternazione di una persona che rappresenta l'apice di una categoria prestigiosa ed illustre come quella delle Guide della Valle d'Aosta che hanno, come del resto tutti i valdostani, una diversa cultura dell'accoglienza e dell'ospitalità turistica, doverosamente a prescindere dalle diverse convinzioni politiche.
In questo senso, mi auguro che le Guide della Valle d'Aosta si dissocino pubblicamente dall'irresponsabile quanto violento comportamento del proprio presidente, chiedendo al suddetto il minimo atto che si possa pretendere dopo questa rovinosa caduta di stile.
C'è in gioco la credibilità, l'onore e il prestigio non solo delle Guide ma dell'intera Valle d'Aosta!