«Abbiamo voluto cambiare passo: stiamo realizzando una serie di protocolli che non sono soltanto pezzi di carta ma veri e propri "pool di collaborazione"». Andrea Ronchi, ministro per le politiche europee spiega così la firma, venerdì 8 ottobre, del protocollo d'intesa con la Regione Valle d'Aosta che stringe rapporti strategici in vista delle politiche comunitarie. «Ho dato atto al presidente Augusto Rollandin - prosegue il ministro Ronchi - che nell'uso dei fondi europei la Valle d'Aosta è una regione virtuosa, come altre. Purtroppo l'Italia è fatta non solo di regioni virtuose ma dobbiamo prendere a modello queste regioni, in primis la Valle d'Aosta, per far capire alle altre regioni non virtuose che la strada maestra è questa. Giovedì 7 ottobre insieme al presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, abbiamo firmato un importantissimo atto, così come con la Regione Veneto e la Regione Lombardia. Nelle prossime settimane lo faremo anche con la Calabria, la Campania mentre martedì 12 tocca alla Regione Lazio. Riteniamo che in questa delicata materia debba essere bisogna coinvolgere gli attori, supportare, costruire e non realizzare iniziative di qualsiasi tipo soltanto quando abbiamo un problema».
«Credo che, in questo momento, questa firma rappresenta un atto molto significativo - aggiunge Rollandin - legato ad una collaborazione che sempre più diventerà essenziale per risolvere le problematiche di rapporti con le commissioni europee. Noi vediamo tutti i giorni che le direttive che sono prese sono, a volte, difficili da interpretare e vanno nell'ottica dei grandi numeri. Noi siamo piccoli e quindi abbiamo bisogno di un supporto nella collaborazione, anche nella fase ascendente, quando prepariamo una legge. Dobbiamo poterci confrontare con il Ministero competente per vedere se troviamo le vie giuste per non essere "bocciati" quando questa legge va all'esame e, nel contempo, abbiamo bisogno, nel caso in cui un parere da parte delle commissioni che mette in dubbio la bontà delle applicazioni, delle leggi esistenti o delle norme che noi possiamo approvare, di avere la certezza che il Ministero è in sintonia con noi per poter fare causa comune nel difendere quello che noi proponiamo. E' un aspetto delicato ma importantissimo per sostenere la politica economica della nostra Regione, soprattutto per farlo con dignità, sapendo che, se queste problematiche, siamo in buona compagnia».
I protocolli con le Regioni mirano proprio a perfezionare il rapporto con l'Europa, evitando incomprensioni sulle normative e successive sanzioni: «noi non siamo fanalino d'Europa - precisa il ministro Ronchi - anzi è proprio dell'altro ieri la notizia che, sulle infrazioni, che era veramente uno dei grandi "gap" dell'economia e dell'immagine dell'Italia, ci stiamo avvicinando ai Paesi virtuosi. Stiamo facendo grandi passi avanti e dalle politiche economiche alla politica sulla lotta all'immigrazione clandestina, l'Italia è all'avanguardia».
Ronchi, nell'occasione, ha parlato anche della situazione politica nazionale: «le elezioni a marzo sarebbero un fallimento ed un salto nel buio - evidenzia - la crisi economica è grave, pesante ed è importante dare un senso di stabilità, di rigore dei conti pubblici, pensare allo sviluppo, alle giovani generazioni. Per questo noi pungoliamo il Governo per fare in modo che si diano ora risposte».
La situazione dei Paesi europei non è rosea ma occorre saperne comunque sfruttare le opportunità e, come altre nazioni, investire i fondi comunitari in infrastrutture: «finora si è sottovalutato l'impatto comunitario - conclude il Ministro alle politiche europee - quando invece ci sono molte opportunità. In Italia c'è poco utilizzo dei fondi europei, che spesso servono per piccoli interventi o opportunità elettorali che non servono al sistema Paese. Vogliamo organizzare un tavolo per fare sistema, con il mondo del lavoro e gli Enti locali, drenare risorse economiche in questo momento di difficoltà. In Europa abbiamo una crisi economica pericolosa, non soltanto per la questione della Grecia ma anche per l'Irlanda ed il Portogallo. Una situazione molto pericolosa arriva anche dalla Spagna alla quale hanno tolto anche la terza "A". L'Italia sta meglio proprio perché coniuga stabilità e rigore. Non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo il terzo debito pubblico del mondo. Credo che la ricetta del governo, l'impegno di migliaia e migliaia di piccoli e medi imprenditori che hanno scommesso sulla crisi e hanno investito anche i loro risparmi per mantenere la loro occupazione, fare ricerca, non chiudere, in questa società abbia premiato, consenta all'Italia di guardare con grande fiducia al futuro, sempre che ovviamente ci sia stabilità e rigore, questo è il requisito fondamentale».