
Mi ero ripromesso di verificare la quantità dell'acqua consumata da CAS nell'esercizio della sua attività.
Ebbene, sono stato oggi dall'Assessore all'ambiente ( con competenze in materia di acquedotto ) del Comune di Aosta, Delio Donzel, il quale mi ha fornito cifre indicative provenienti dai Suoi uffici.
Secondo il Comune di Aosta, la CAS consuma circa 5 milioni di metri cubi annui contro i 3,1 di tutti gli utenti aostani messi insieme ( privati ed aziende ) collegati ai contatori pubblici.
Non male!
Non sono ancora a me note le motivazioni di questo particolare "fringe benefit" concesso, pare da diverso tempo, dall'Amministrazione regionale ( il Comune di Aosta non c'entra ) ai bravi imprenditori di CAS.
Mi sfugge la ratio per la quale si rinuncia a far corrispondere un doveroso canone per il consumo di uno dei beni pubblici più importanti e preziosi, oltretutto di fronte allo strombazzare di dati roboanti concernenti fatturati e commesse per i quali non sarebbe cosa trascendentale pensare di considerare CAS come tutti gli altri.
Qui siamo di fronte all'applicazione del principio della privatizzazione degli utili con la contestuale socializzazione dei consumi.
Altro argomento, è il controllo e l'applicazione degli adempimenti e degli indirizzi previsti dalle diverse direttive europee in tema di tutela di un bene prezioso quale l'acqua, recepite dai vari decreti legislativi ( 152/99, 258/2000, 152/2006 ).
.....to be continued