La trattativa con Enel conclusa dopo undici anni e un investimento gigantesco
Tutto il settore dell’energia elettrica è diventato patrimonio della Regione. Il comparto viene trasferito sotto il controllo di Cva (Compagnia valdostana delle Acque), società al 100 per cento della Regione di cui è presidente Riccardo Trisoldi, che già si occupa, attraverso le 29 centrali idroelettriche valdostane, della produzione dell’energia.
La decisione è stata presa ieri dalla giunta regionale, che ha dato l’incarico a Finaosta di comprare il 51 per cento del capitale sociale della Deval spa (serviranno 37,5 milioni) e il 51 per cento della Vallenergie (bastano 1000 euro) società che è incaricata di vendere il «prodotto» energia. Il provvedimento della giunta regionale è completato dall’autorizzazione data a Finaospa di cedere alla Cva il suo 49 per cento in Deval e Vallenergie.
«Si è finalmente chiuso il cerchio. Il provvedimento dice il presidente della Regione Augusto Rollandin - è l’atto che conclude una trattativa economica durata oltre 10 anni e iniziata con l’accordo sottoscritto tra Enel, Regione e Finaosta per il trasferimento degli impianti di produzione. La nuova situazione, con il passaggio di Vallenergie a Cva, dovrà anche permettere alla società di mettere fine, entro l’anno, ai problemi legati alle bollette».
Il Consiglio regionale si era occupato a più riprese della possibilità per la Valle, dopo l’acquisto delle centrali, di arrivare alla piena autonomia nel campo dell’energie elettrica. Il Consiglio, con una risoluzione del febbraio 2009 approvata all’unanimità, aveva confermato l’interesse della Valle d’Aosta ad acquisire Deval e Vallenergie da Enel.
L’insistenza della Regione per l’acquisto aveva determinato uno stato di forte tensione e un braccio di ferro tra Valle d’Aosta e Enel, risolto solo da un intervento del Governo nazionale. Su questo aspetto Alberto Zucchi, consigliere regionale Pdl ha detto che «la conclusione della questione energetica è la migliore risposta a chi si era opposto all’ingresso nella maggioranza regionale del Popolo della libertà. Nella soluzione positiva della vicenda il Pdl ha dato, senza nulla togliere all’ottimo lavoro della giunta, un contributo determinante».
Il progetto di dare alla Valle d’Aosta autonoma sul piano dell’energia elettrica prodotta con l’acqua era iniziato nell’aprile del 2000 con la sottoscrizione di un accordo tra Enel, Regione e Finaosta per trasferire alla Regione gli impianti di produzione (all’epoca 25 centrali capaci di produrre 781 MW per un valore di circa 1500 miliardi di lire con 3900 chilometri di linee elettriche per servire 114 mila clienti).
L’operazione per l’acquisizione delle centrali idroelettriche era costata alle casse regionali circa 800 miliardi di lire e le risorse erano state trovate attraverso l’emissione di 413,17 milioni di euro di Bor (Buoni ordinari regionali).
Dall’operazione erano nate la Geval spa (100 per cento Finaosta) che aveva acquisito le centrali idroelettriche in Valle e la Deval spa (51 per cento Enel e 49 per cento Finaosta) società che doveva distribuire l’energia. Quindi Geval aveva preso la denominazione di Cva. Nel gennaio 2008 era stata costituita Vallenergie, società cui era stato affidato il compito di vendere l’energia prodotta.