«Noi abbiamo da sempre posto il problema importante di quello che è l'evoluzione della Valle d'Aosta rispetto ai grandi cambiamenti nazionali - spiega a 12vda.it - quindi parliamo di federalismo fiscale, di tutte le norme finanziarie, del "Patto di stabilità", una cosa molto complessa che sta facendo tremare l'Italia, basta leggere sui giornali. Noi avevamo già indicato una strada circa due anni fa che era quella di un rapporto corretto ed organico con il centro destra moderato, quello del Governo. Penso che tutti i partiti politici ora debbano essere più chiari, non si può mettere i piedi in tutte le scarpe, bisogna avere la capacità e la correttezza di dire da che parte si sta».
La Torre non nega il suo ruolo di "sponsor" degli accordi che, nel 2010, hanno portato alla storica alleanza del Popolo della Libertà con i movimenti autonomisti: «siamo una forza regionalista autonomista che ha detto con chiarezza - aggiunge - che a nostro avviso il rapporto andava portato avanti con il centro destra moderato. In questo senso siamo soddisfatti, nel 2010 si è concretizzato il rapporto con il PdL al Comune di Aosta, dove non dimentichiamo che ha vinto questa coalizione con grande risultato elettorale, il 59 per cento, una coalizione che sta dimostrando, con Bruno Giordano sindaco, che può funzionare e nello stesso tempo si è dimostrato con il Governo nazionale, con il riconoscimento dei dieci decimi, la prima regione italiana con l'intero gettito fiscale riconosciuto, che la Valle d'Aosta in questa politica è stata premiata. E' chiaro che nel 2011 bisogna avere la costanza di andare avanti. In Italia ci vuole una stabilità ed ecco perché ho sostenuto e sostengo che è un bene che il Governo di Silvio Berlusconi possa proseguire la sua attività, perché non c'è un'alternativa. Non c'è ancora da Nichi Vendola, non c'è sicuramente da Antonio Di Pietro o dal Partito Democratico che è spaccato con Matteo Renzi e tutti gli altri. Non essendoci un'alternativa occorre un Governo che possa guidare il Paese ed in questo senso si conferma la nostra linea politica, in questo rapporto con il centro destra. Non si può giocare come quelli furbi di una volta che stavano a guardare se il Governo regge o non regge. Non è così che si governa un Paese. Bisogna avere la coscienza e il coraggio delle proprie idee e portarle avanti».
Per Leonardo La Torre l'allargamento della maggioranza in Consiglio Valle al PdL sarebbe quindi da concludere: «noi crediamo che questo rapporto vada portato avanti - evidenzia - ed in questo senso vada aperta anche la "porta della maggioranza" alle forze moderate di centro destra che sono stati eletti qui, da più di diecimila elettori valdostani. La Valle d'Aosta che deve vedere le forze regionaliste autonomiste insieme alle forze moderate di centro destra valdostane, e quindi anche la Lega, che non è importante quanti numeri abbia qui, ma che può rappresentare l'impatto politico che si può avere sul nostro futuro. Questo non vuol dire cambiare la maggioranza ma semplicemente allargarla: le forze regionaliste autonomiste che hanno vinto le elezioni continuano ad essere la maggioranza, che si allarga nell'interesse dei valdostani e della Valle d'Aosta come è accaduto per il bilancio regionale del 2011».
Secondo il segretario della Fédération, proprio la votazione ed i contenuti del bilancio hanno rappresentato una "chiave di volta" del cambiamento: «va detto che il documento di programmazione finanziaria è stato gestito bene - precisa La Torre - perché il bilancio ha garantito in questa fase di grande difficoltà il mantenimento dei sostegni a tutti i settori ed a tutte le iniziative imprenditoriali, commerciali, della salute, della scuola, del lavoro, dell'agricoltura, diventando un "bilancio di garanzia" per i valdostani. Questo però non è sufficiente perché il "bilancio di garanzia" deve essere parallelamente sostenuto da una razionalizzazione, o meglio da una presa di coscienza e di responsabilità. Questo è quello che noi dobbiamo spiegare alle nostre partecipate: sono finiti i tempi delle "vacche grasse", tutti gli amministratori che sono all'interno delle società regionali devono diventare amministratori responsabili, non esiste più il concetto che "mamma Regione" paga e paga per tutto anche se il bilancio è in passivo. Sappiamo che i bilanci di alcune società partecipate non possono essere in attivo perché sostengono delle economie di scala molto complesse come quelle degli impianti a fune, ma non per questo devono essere in passivo per milioni di euro. Per questi motivi noi chiediamo la responsabilizzazione degli amministratori che devono capire che non sono più lì per ricoprire una presidenza ma per lavorare».
«In questo senso io vado anche un po' contro corrente - conclude Leonardo La Torre - perché l'opinione pubblica pensa che nei consigli di amministrazione chissà che stipendi vengono pagati. Nella maggior parte dei casi si parla di tremila euro lordi l'anno, il che vuol dire uno stipendio netto intorno ai 2.300 euro, vale a dire 350 euro al mese. E' chiaro che alcune persone che percepiscono questi stipendi, di fatto poi non si impegnano nella misura adeguata, partecipando giusto ad una riunione, leggendo un documento e poi se ne vanno. Questo non va bene! Ci vogliono persone pagate il giusto che producano dei risultati: un costo, un beneficio. Persone che siano responsabili, che si attivino, che non vadano lì solo per avere una carica ma che lavorino seriamente. per produrre delle economie di scala ed un ritorno per la Valle d'Aosta. Non si può gestire una partecipata solo perché bisogna tenerla aperta, ma perché si ha un obiettivo che, in alcuni casi, è dare lavoro ed in altri casi produrre sviluppo, ed ancora offrire servizi, con risultati che possono essere tanti ma che devono essere raggiunti. Se non si va in questa direzione, il nostro Paese corre il rischio di trovare veramente tante situazioni di buchi economici all'interno di queste partecipate che nel tempo non potranno più essere risanati».