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02 giugno 2010

Comune di Aosta: accordo raggiunto...

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Tre assessorati al movimento di Marguerettaz. La Presidenza del Consiglio al PdL e l’Aps va all’Union.

30 maggio 2010

Bongiorno replica a Frassy

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«L’ipotesi assessore tecnico non ha ragione di esistere»

Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
Il Popolo della Libertà
 
Pdl verso la maggioranza:  “Ci sono le condizioni” «È difficile pensare che a 200 metri di distanza ci sia un nostro ruolo diverso», dice Alberto Zucchi vice coordinatore del Pdl e consigliere regionale. Lo aveva già detto, ma dopo il successo della coalizione guidata da Bruno Giordano e Alberto Follien, lo ribadisce. E aggiunge: «Adesso ci sono le condizioni per mettersi intorno a un tavolo con la maggioranza regionale per chiudere insieme questi tre anni di legislatura». Perché «il giudizio degli elettori contava e ora c’è stato».
Il gruppo Pdl in Regione ieri ha votato con la maggioranza. Ne vuole far parte. Il coordinatore, Giorgio Bongiorno, è più cauto: «Non c’è nulla di predeterminato, né milioni che giro in aria. Non esiste quel do ut des, quel baratto di cui starnazzava Di Pietro. È difficile adesso agire in un modo in Regione e al Comune di Aosta in un altro. Ciò significa che ora c’è da parte nostra un’attenzione e che l’Union è predisposta al cambiamento. Ma c’è ancora tanta strada da fare, soprattutto nell’Uv. Ci vuole tempo per digerire i passi. E questo è il terzo. Ha cominciato Dario Frassy con l’avvicinamento alla fascia liberaldemocratica che interessa parte di Uv e autonomisti. Poi c’è stato l’apparentamento alle Europee, quindi il voto al Comune di Aosta».
Il Pdl in maggioranza è quindi questione di tempi e modi. Uno potrebbe essere la sezione del Ppe (Partito popolare europeo) in Valle. Bongiorno: «Si ritroverebbe l’unità e il bipolarismo. È un mio sogno. Da una parte le forze liberaldemocratiche del Ppe, dall’altro quelle socialiste del Pse calate nella realtà locale. Non si tratta di gestioni romane o di Bruxelles, ma gruppi che dialogano e si contrastano sulla politica locale avendo riferimenti nazionali e europei».
Progetto che piace anche agli autonomisti. Leonardo La Torre, leader di Fédération: «Il Ppe trova conferma proprio nel 60 per cento di consensi alla nostra coalizione nelle comunali di Aosta. Noi siamo d’accordo, la Stella pure e anche nell’Uv c’è chi ci pensa. Nessuno perderebbe la propria identità politica, di partito o di movimento. Lo stesso Aurelio Marguerettaz, candidato alle Europee, era per il Ppe. In questo modo non si disperderebbero più voti. Penso soprattutto a quel 7 per cento in più rispetto al 2005 di voti non espressi dai cittadini aostani». Zucchi: «Ci potrebbe essere un passaggio formale in maggioranza attraverso il Ppe. Ma ciò che conta è la sostanza, cioè la condivisione sui progetti. E Aosta ha progetti che s’intersecano con la Regione». Bongiorno ricorda: «Il Ppe è un allargamento ideale che si verificherà anche con gli autonomisti e così tutte queste diatribe finirebbero. Farebbe da filtro a specificità forzate».
Enrico Martinet: La Stampa 27 maggio 2010
 
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Alberto Zucchi, Consigliere Regionale della Valle d'Aosta del Popolo della Libertà