L’articolo apparso oggi sul quotidiano “La Stampa” a firma di Enrico Martinet riguardante la situazione politica in atto verso le prossime elezioni amministrative impone una mia doverosa precisazione per l’interpretazione autentica del mio pensiero onde evitare conclusioni capziose ed incomprensioni in un momento particolarmente delicato.
L’autorevole giornalista che mi ha contattato telefonicamente mi ha rivolto una serie innumerevoli di domande da cui sono state estrapolate due dichiarazioni virgolettate di cui, una, in evidente contrasto con la precedente.
Corrisponde al vero e confermo la mia dichiarazione secondo
la quale “nulla è
fatto, ma ci sono i presupposti con gli autonomisti per dare forma al
necessario New Deal per la città”.
Quanto sopra è in evidente antitesi con
la successiva frase a me attribuita e mai pronunciata secondo la quale “è ovvio che per noi esiste la pregiudiziale
della discontinuità, non è pensabile che la Aosta continui a essere governata
con le forze che la guidano oggi”.
Ho chiesto naturalmente a Martinet di precisare quanto prima il senso e l'autenticità delle mie dichiarazioni ed attendo puntuale rettifica ma, nel frattempo, provvedo personalmente a chiarire.
Premesso che ho affermato e che ritengo
che le pregiudiziali ed i veti in senso stretto si ritorcano contro chi li pone, al giornalista che mi chiedeva quali
eventuali condizioni il Pdl intendesse porre ho dichiarato che, se proprio dovevamo parlare di pregiudiziali,
queste ultime erano e sono poste nei confronti della sinistra, a noi naturalmente
antitetica.
E’ quindi un evidente non sense attribuirmi
una dichiarazione che pone pregiudiziali nei confronti delle forze che guidano oggi la città di
Aosta e che, a parte naturalmente la sinistra, sono proprio quelle con le quali
stiamo discutendo e valutando le ipotesi di una concreta alleanza basata su un
programma improntato al rilancio della città.
Diverso è stato il mio chiaro auspicio (
non veto né pregiudiziale ) non riportato dal giornalista che per l'individuazione delle cariche
apicali ( sindaco e vice sindaco ) , emerga l’indirizzo
condiviso di esprimere persone in
grado di tramutare le idee ed i programmi in azioni rapide e concrete e
nei confronti delle quali tutti si possano riconoscere.
Da parte nostra non c’è dunque nessun
veto o pregiudiziale, tantomeno di carattere personale, nei confronti di Tizio o
di Caio.
C’è semplicemente la nostra convinzione e la conseguente nostra richiesta politica di condividere la necessità di operare un cambio di marcia per l’amministrazione della città di Aosta e di considerare di conseguenza la capacità e la concretezza come elementi essenziali e dirimenti per la scelta di chi avrà la responsabilità di guidare l’esecutivo che dovrà realizzare, con il supporto di una maggioranza, una vera Capitale dell’Autonomia.
Alberto Zucchi
Articolo La Stampa 27 marzo 2010 - 742 kB