AOSTA. E' stata respinta la risoluzione presentata dai gruppi Alpe e Partito democratico in Consiglio regionale per fare luce sulla situazione politica della maggioranza. Ventidue i voti contrari, otto quelli a favore (i proponenti) e quattro le astensioni (il PdL).
L'iniziativa voleva mettere un po' di chiarezza in uno scenario che vede il Popolo della Libertà "strizzare l'occhio" ai partiti autonomisti della maggioranza astenendosi sempre più spesso in occasione delle votazioni ed agendo sempre meno seguendo il ruolo di opposizione affidatogli dai risultati delle elezioni di due anni fa. «Il Popolo della Libertà, dopo una lunga marcia di avvicinamento durata due anni, manifesta ormai inequivocabilmente il proprio sostegno politico alla Giunta in carica - ha affermato il capogruppo di Alpe, Roberto Louvin, nell'illustrare la risoluzione -, al punto che il suo capogruppo esplicita tale adesione dichiarando che "su certi temi la maggioranza è già allargata", qualificando quindi la propria rappresentanza come "interlocutori alleati"».
«Il quadro è già molto chiaro e scritto in termini assolutamente leggibili per chi li vuole leggere - ha replicato il presidente della Giunta, Augusto Rollandin -. E' stato ricordato un percorso: le forze di maggioranza in Consiglio sono state espresse da una consultazione elettorale; poi è subentrato un accordo politico con il PdL per le elezioni europee e, poi, per le elezioni comunali di Aosta. Noi oggi abbiamo la contezza di avere una collaborazione buona e aperta con chi ha dato la propria disponibilità per lavorare per la Valle d'Aosta. E il PdL lo ha dimostrato».
E' intervenuto nel dibattito il capogruppo del PdL, Massimo Lattanzi: «questa risoluzione ha un merito: si parla per la prima volta in maniera aperta di quale sia la situazione politica e amministrativa tra le forze autonomiste e il PdL, anche se per noi la situazione era già chiara. Riguardo alla nostra posizione all'interno degli organi istituzionali, non riteniamo di dover rassegnare le dimissioni da forza di minoranza» ha aggiunto.
«Se si conta sulla collaborazione di forze esterne alla maggioranza, è perché in qualche modo ci si sente deboli - ha ribattuto Louvin -. Oggi abbiamo capito che il PdL è utile, ma non gradito sul piano formale; non è ritenuto ancora degno di entrare nel "salotto buono" della maggioranza. Il Presidente della Regione, per parte sua, continua ad avere un rapporto del tutto paternalistico con le forze politiche».
redazione AostaOggi