Dopo due ore e mezza di dibattito il Conseil fédéral dell’Union valdôtaine ha dato il via libera definitivo all’allargamento della maggioranza regionale al Pdl. Niente unanimità: il «parlamentino» rossonero ha approvato il documento proposto dal presidente del movimento, Ego Perron, con 86 sì e 10 no e 4 astensioni. Passa così la linea della «svolta» che affida al Comité executif e alla commissione politica l’incarico di «proseguire le trattative con il Pdl» per l’ampliamento della compagine di governo in Regione. Perron, conscio delle divisioni interne, ha presentato il documento ricordando che il primo passo non è stato fatto dall’Uv ma dal Pdl, «che a ottobre ci ha chiesto di avviare un dialogo». Dopo aver ricordato le tappe di avvicinamento - l’apparentamento alle Europee del 2009 e l’alleanza che ha portato Bruno Giordano alla poltrona di sindaco di Aosta - Perron ha poi sottolineato che da parte del Pdl non c’è stata nessuna richiesta di poltrone.
Parole che non sono però bastate a convincere i «dissidenti». Il primo a intervenire dopo Perron è stato Aldo Cottino che ha bocciato l’accordo: «Non c’è bisogno di allargare una maggioranza che ha numeri sufficienti, che ha governato bene e continuerà a farlo». Secondo Daniela Piassot «una modifica degli assetti rappresenta un tradimento e una mancanza di fiducia verso gli elettori». Linea ribadita poi da uno degli esponenti più attesi del «fronte del no», Dino Viérin, che ricordando il meccanismo della legge elettorale regionale che prevede alleanze preventive ha espresso «l’auspicio perché la legislatura si chiuda con lo stesso programma e la stessa maggioranza con cui è stata iniziata». Tra i big del partito ha espresso la sua contrarietà anche Luciano Caveri. «La ricchezza del movimento è anche nell’espressione di posizioni diverse», ha commentato Perron. «Ma quando ci siamo alleati con il centrosinistra nessuno ha chiesto di discuterne», ha chiuso Augusto Rollandin.
Daniele Mammoliti - LA STAMPA