Alla ripresa dei lavori che riprenderanno il prossimo 23 settembre, il consiglio regionale si troverà ad affrontare subito alcuni argomenti particolarmente importanti e delicati.
Oltre al problema politico determinato dalla sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato l'ineleggibilità dell'attuale Assessore alla Sanità, Albert Lanièce, l'aula dovrà presumibilmente affrontare la recente decisione della Giunta di sopprimere i buoni benzina e, secondo quanto avvenuto nell'ultima seduta consiliare prima della pausa estiva, si troverà a discutere la risoluzione presentata dal Presidente Rollandin e dall'Assessore Marguerettaz che sancirebbe la fine della triste vicenda del trenino Pila - Cogne.
Su quest'ultimo argomento, essendo stato il nostro Gruppo promotore di plurime e doverose iniziative volte a giungere ad una assunzione di responsabilità da parte del governo regionale circa il destino di un'opera mai giunta a termine iniziata 25 anni fa e costata decine di milioni di euro, ritengo opportuno esprimere il pensiero del nostro Gruppo.
I punti salienti di questa triste vicenda che intendiamo chiarire e sviluppare sono due: il primo riguarda una seria disamina delle responsabilità politiche e tecniche che si sono accumulate nel tempo, il secondo si riferisce alle possibili alternative future di questo collegamento invernale tra le due località, tanto atteso e mai realizzato.
Sul primo punto, premesso che siamo fiduciosi che la Corte dei Conti eseguirà un lavoro certosino per appurare le responsabilità patrimoniali a carico dei vari "attori" succeduti nel tempo futuro per i clamorosi danni erariali perpetrati, riteniamo francamente irrispettoso e semplicistico il tentativo di voler addossare tutta la responsabilità sul progettista incaricato.
La proposta di risoluzione presentata dal governo regionale, infatti, si limitava ad addossare praticamente tutta la colpa ( e quindi le responsabilità ) a carico dell'Ing. Alberto Devoti .
Neanche un cenno riguardo alle responsabilità dei vari politici, dirigenti e funzionari degli Assessorati competenti in materia ( Lavori Pubblici e Trasporti ). Nel documento presentato, neanche un larvato abbozzo di mea culpa politica.
Troppo comodo e troppo facile!
I cittadini hanno il diritto di sapere come sia stato possibile perseverare in una serie di errori che hanno praticamente riguardato tutta l'opera sia dal punto di vista strutturale, sia da quello tecnico: dalla galleria del Drinc che cade a pezzi, all'inadeguatezza della massicciata sottostante le rotaie, dall'errato raggio di curvatura per locomotori comunque inadatti e già obsoleti, all'insufficienza della durata delle batterie ( in grado di compiere un viaggio e mezzo in tutto al giorno ).
Un festival di errori che ci riesce difficile pensare commesso da un solo uomo di fronte alla presenza di Presidenti, Assessori, Coordinatori, funzionari e collaudatori che, presumibilmente, dovevano controllare e conseguentemente autorizzare i pagamenti per gli stati di avanzamento lavori.
Anche se capiamo l'imbarazzo e il tentativo di autotutela promosso praticamente da tutte le forze politiche ( tranne una, la nostra ) succedutesi con responsabilità di governo e presenti negli anni passati in consiglio regionale, le responsabilità politiche devono emergere affinchè sia reso pubblico il metodo con il quale alcuni ( tanti ) amministratori hanno gestito il denaro pubblico.
Per quanto concerne il futuro, ammesso e non concesso che le opere finora eseguite per il collegamento ferroviario debbano essere smantellate completamente, intendiamo fare tutto il possibile per dare un'alternativa a coloro i quali ( soprattutto i Cogneins ) hanno atteso per anni la realizzazione di un collegamento invernale per il quale hanno investito speranze e, soprattutto, denaro.
Avendo partecipato a tutte le riunioni avvenute in IV Commissione relativamente all'argomento in questione, non abbiamo infatti registrato un'attività tecnica particolare e approfondita che ha stabilito inequivocabilmente l'impossibilità della conclusione dei lavori ferroviari.
Per il vero, in Commissione si è presentata un solo giorno una Società ( la Geodata di Torino ) che ha illustrato a grandi linee le possibili alternative ipotizzando tunnel stradali con costi esorbitanti, ma presentando anche alcune ipotesi di ricostruzione radicale del collegamento ferroviario esprimendo diverse soluzioni con costi di massima intorno ai sedici/venti milioni di euro.
A meno che la Giunta abbia compiuto dei successivi approfondimenti di cui non siamo a conoscenza, non si può certo dire che sia stato fatto un serio studio per stabilire con certezza la necessità di imporre la chiusura del trenino di Cogne i cui abitanti non possono più essere presi in giro ed hanno diritto ad una spiegazione, magari a delle scuse, e, soprattutto ad una possibile rapida alternativa da eseguire entro la legislatura corrente.