La perdurante grave crisi economica mondiale, accentuata dalla speculazione che in questi frangenti agisce come un ariete sui mercati finanziari, ha obbligato pressoché tutti i governi dei paesi occidentali a compiere delle manovre eccezionali. E’ un fatto oggettivo che, tra tutti, il nostro governo è quello che si è distinto maggiormente nell’adottare per tempistica, certezza di entrata ed entità delle manovre economiche, dei provvedimenti drastici, certamente non popolari, per fronteggiare un pericolo incombente di fallimento dello Stato, determinato essenzialmente dalla mole impressionante del nostro debito pubblico, frutto degli anni dei governi consociativi degli anni settanta ed ottanta. In questo quadro generale, la cosiddetta questione dei costi della politica ha assunto una rilevanza prioritaria nell’opinione pubblica. Questo diffuso sentimento popolare ha determinato l’adozione di una serie di provvedimenti inseriti nella recente manovra bis recentemente approvata dal Parlamento e negli ultimi Consigli dei Ministri finalizzati ad affrontare questo tema su tutto il territorio nazionale. La presenza di una clausola di riconoscimento della specificità delle regioni autonome inserita mediante apposito emendamento riconosciuto dal governo ed inserito nella recente manovra economica mette peraltro la Valle d’Aosta in condizione di non subire in modo unilaterale decisioni adottate dallo Stato con semplici provvedimenti legislativi. Ciònondimeno, non possiamo fare finta che intorno a noi non sia accaduto nulla! Ritengo che anche la nostra regione debba considerare in maniera responsabile che su questo tema sia comunque necessario autodeterminare un cambiamento. Così come a livello nazionale, anche a livello locale il Pdl, da tempo, pone l’attenzione sulla necessità della riduzione delle spese, in alcuni casi veramente inutili quanto abnormi, presenti e consolidati nella nostra regione. Costi, certo, che riguardano la massima istituzione politica valdostana che può e deve dare l’esempio. Ritengo tuttavia riduttivo, per non dire ridicolo vista la nostra realtà, pensare di dare una risposta riguardo a tale tema limitandosi a proporre dei singoli provvedimenti riguardanti il solo Consiglio regionale e lo status dei suoi inquilini! In questi giorni, tra i vari schieramenti politici, di maggioranza come di minoranza, c’è chi fa a gara per cavalcare demagogicamente e capziosamente questo argomento ritenuto facile ed utile a livello elettorale. Guarda caso, costoro sono proprio quelli che hanno fatto il pieno del proprio serbatoio personale da svariati lustri con le regole e le prebende antiche, vitalizi compresi a sei zeri, che adesso considerano eccessivi ( per gli altri….. ). Abbiano costoro, se non lo stile, almeno il buon senso di non fare simili proposte. Se vogliamo affrontare in modo serio e non demagogico il problema, dobbiamo considerare, oltre al Consiglio regionale, tutto il comparto pubblico ed intervenire di conseguenza sull’insieme dell’intero sistema socio politico valdostano. Solo in questo modo si potranno effettuare degli effettivi cospicui risparmi di denaro pubblico che potrà essere indirizzato in conto capitale per creare sviluppo, occupazione e PIL. Il PdL della VdA, nel solco di quanto prodotto a livello nazionale, ha elaborato le sue proposte in tal senso e, in qualità di forza responsabile facente parte della maggioranza, le porterà in questi giorni ad un tavolo congiunto con i partiti alleati allo scopo di giungere ad una responsabile posizione condivisa, così come deve avvenire quando si fa parte di una squadra.