La serie delle opere pubbliche progettate, costruite, modificate, ma mai completamente realizzate, in Valle d’Aosta sembra non avere fine. Nei mesi scorsi ci si è soffermati sulla triste vicenda del trenino di Cogne, vicenda sulla quale comunque occorre fare chiarezza prima che sia messa definitivamente la parola fine, e dell’area naturalistica del Marais, costata anch’essa diversi milioni di euro.
Il nuovo capitolo della serie riguarda la costruzione di un deposito di carburanti per mezzi agricoli, situato in località Croix noire a Saint Christophe. In questo caso si tratta di un esempio meno clamoroso e meno oneroso, in ogni caso emblematico di una mala amministrazione, troppe volte disattenta a far sì che i progetti sui quali si investono numerose risorse siano portati a termine a regola d’arte e in tempi certi.
L’idea di costruire un nuovo deposito per carburanti, in virtù di nuove norme sulla materia, nasce nel 1992, anno in cui veniva affidato l’incarico per la progettazione di un nuovo sito. La fase progettuale si è conclusa soltanto nel 1999 e nel 2000 veniva indetta la gara d’appalto per l’avvio dei lavori. Nel frattempo, la Giunta regionale dovette affrontare tutta una serie di problematiche tecniche e burocratiche volte ad attenere la definitiva autorizzazione per la costruzione del deposito.
I lavori di costruzione sono stati ultimati nel novembre del 2002 e hanno comportato una spesa complessiva di 700 mila euro, ai quali sono da aggiungere gli onorari del progettista, del direttore dei lavori (quest’ultimo ammontante a circa 37mila euro) e del coordinatore della sicurezza. Nel 2005 però, vista la necessità di effettuare dei lavori al fine di ottenere tutte le certificazioni previste dalla legge per un sito di questo tipo, sono stati effettuati ulteriori lavori per un costo di 16mila euro.
Tra il 2005 e il 2009, sono state affrontate nuove spese, per un ammontare complessivo di 45mila euro, al fine di realizzare ulteriori opere necessarie per le norme antincendio. Soltanto nel giugno del 2009 la struttura ha ricevuto tutte i certificati e le autorizzazioni necessarie, nonché l’agibilità da parte del comune di Saint Christophe. Passati sette anni dall’ultimazione dei lavori, è stato chiesto durante il dibattito in Consiglio regionale del mese di settembre, se è possibile sperare nel breve periodo di vedere il nuovo deposito operativo e funzionante.
L’assessore all’agricoltura Isabellon, rispondendo ad un’interrogazione del PDL, ha dichiarato che, essendo la struttura definitivamente completata, nei prossimi mesi verranno individuate le procedure per l’affidamento della gestione. In sostanza, l’opera è costata complessivamente oltre un milione di euro, ma quello che sorprende sono indubbiamente i tempi lunghi per la realizzazione. Diciassette anni per realizzare un deposito sono oggettivamente imbarazzanti.
Le lungaggini sono motivate dall’Amministrazione con risposte poco precise e fondate sulla necessità che il sito avesse tutte le caratteristiche necessarie a quel tipo di utilizzo. Certo, non si contesta la volontà di mettere in sicurezza la struttura, i futuri gestori e i caseggiati circostanti, ma il fatto che sono stati necessari ben 7 anni per fare tutte le modifiche, lascia molte perplessità.