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18 maggio 2012

E Donzel coccola Zucchi “Motore della ...

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Anche il PD riconosce l'ottimo lavoro svolto da Alberto Zucchi in Consiglio Regionale

16 maggio 2012

Inaugurazione sede UGL ad Aosta

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Giovedì 17 maggio ore 16 in via Ginod verrà inaugurata la sede valdostana del sindacato UGL

11 maggio 2012

CALCIO: JUVENTUS; IN RITIRO A CHATILLON ...

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L'ACCORDO CON LA VALLE D'AOSTA FORMALIZZATO DOPO FINALE COPPA ITALIA

11 maggio 2012

ASSICURAZIONI: RC AUTO; ZUCCHI, ...

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Finalmente si concretizza la riduzione dell'imposta.

4 maggio 2012

Giorgia Meloni, presidente nazionale ...

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L'ex Ministro della Gioventù in visita ad Aosta

 
La vicenda del trenino Pila-Cogne è una storia lunga e complessa. Ricostruirla significa perdersi in montagne di atti amministrativi, documenti, relazioni, trascorsi politici, intenzioni, idee, sogni e progetti. Eppure appaiono chiari due aspetti tra loro contrastanti: da un lato l’idea positiva di collegare tra loro due delle località più importanti dal punto di vista turistico e sportivo, cioè la moderna Pila, regina delle discese, e la caratteristica Cogne, paradiso del fondo; dall’altro lato l’incapacità politica, amministrativa e tecnica della classe dirigente valdostana, che in 23 anni non è riuscita a realizzare un’infrastruttura che avrebbe fatto da volano all’economia dei comprensori coinvolti e, di consegueza, della regione.  
Il primo tracciato ferroviario risale al 1926, anno in cui entra in funzione una strada ferrata utile al trasporto dei minerali estratti nella valle di Cogne. Nel 1979 la ferrovia viene chiusa e pochi anni dopo si fa strada l’idea suggestiva di trasformarla in una tratta per il trasporto passeggeri, collegando così le due località turistiche. A partire dal 1985 iniziano i progetti e i lavori per la messa in sicurezza e l’adattamento all’uso civile del tracciato, ritrovandosi dopo numerosi cantieri, tutti regolarmente appaltati, realizzati e pagati, durati 23 anni, con un opera insicura, decadente, inutilizzabile: il calcestruzzo si sbriciola e marcisce a contatto con le sostanze ferrose, i locomotori sono sprovvisti di potenza adeguata ed incompatibili con il materiale rotabile, l’acqua infiltrata allaga numerosi tratti, per fare soltanto degli esempi. Appena due mesi fa è stata presentata una relazione tecnica che fotografa in maniera impietosa l’attuale realtà delle cose.
Le responsabilità sono molteplici e complesse, coinvolgono progettisti, appaltatori, fornitori, collaudatori, direttori dei lavori e, indubbiamente amministratori pubblici. Non si tratta di indicare persone specifiche o reati, ma comprendere come sia stato possibile che, in tutti questi anni, si sia giunti ad una simile situazione. E’ evidente che qualcuno vedeva e sapeva che cosa stava accadendo, qualcuno proponeva progetti, qualcuno li approvava e qualcuno li pagava. Nonostante questo, nessuno si è mai accorto che si stava facendo un buco nell’acqua, che i progetti andavano rivisti, che i collaudi andavano pretesi, che i ritardi andavano sanzionati. Molto denaro pubblico è stato speso e si sta spendendo ancora oggi in termini di manutenzione e su tutto ciò la Corte dei Conti dovrà indagare accuratamente, in virtù di un principio di trasparenza e di onestà nei confronti dei contribuenti.
Chi ha sbagliato deve pagare! Deve essere chiaro a tutti che molti si portano dietro responsabilità politiche pesanti: dall’Union alla sinistra, dagli autonomisti ai verdi, dagli ex unionisti alle attuali forze di maggioranza, tutti hanno avuto modo negli anni di visionare i dossier e la possibilità di intervenire concretamente per porre fine ad uno spreco scandaloso di risorse pubbliche. L’ultima relazione tecnica non offre solo uno scorcio di ciò che è accaduto ma propone dei progetti alternativi per uscire dall’impasse e realizzare l’idea fattibile di collegare Pila e Cogne, utilizzando l’attuale tracciato, riconvertito ad opera stradale.
Anche in funzione dell’estrema onerosità della soluzione prospettata sarà necessario valutare in tempi brevissimi l’opportunità alternativa di effettuare il collegamento funiviario, su cui esistono studi e progetti già eseguiti e lasciati nel cassetto. In ogni caso, una decisione deve essere presa! Questa deve essere la legislatura della responsabilità e dell’azione.  La classe dirigente deve assumersi la responsabilità di portare a termine od abbandonare a se stessa questa infrastruttura che ha ingoiato ad oggi più di 50 milioni di euro di denaro pubblico, tra somme liquidate ed interessi maturati.
E’ doveroso dare una risposta concreta all’obiettivo di rendere unico e fantastico un comprensorio dove unire il moderno con il tradizionale, lo sci alpino con quello nordico, il divertimento con l’eleganza e le  tante strutture alberghiere d’eccellenza, esempio per tutta la Valle d’Aosta. Ciò che è accaduto non ci permette di sbagliare un’altra volta, siamo di fronte all’ultima chiamata e il Popolo della Libertà non farà mancare la sua voce.
 
 

Scatti dal cantiere

Alcune immagini scattate durante un sopralluogo effettuato nel dicembre del 2008
 
 
 
 
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Alberto Zucchi, Consigliere Regionale della Valle d'Aosta del Popolo della Libertà